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Corrado Peraboni

Il mercante in fiera

Classe 1964, nato a Monza, laureato in giurisprudenza. Non veste i panni di un avvocato, bensì  quelli di un tecnico del sistema fieristico italiano, così come lui ama definirsi.

Stiamo parlando di Corrado Peraboni, amministratore delegato di Expocts dall’aprile del 2007 e direttore generale di Fondazione Fiera Milano.

Cariche di grande rilievo che gli sono state conferite dopo una lunga gavetta iniziata nel lontano 1996, quando Peraboni  diviene membro del consiglio generale dell’Ente Autonomo Fiera Internazionale di Milano per poi essere nominato nel  2000 direttore generale di Fondazione Fiera Milano.

In attesa dell’Expo 2015 a Milano, lascia alcune dichiarazioni sulle innovazioni da lui stesse inserite ed offre nuovi punti di vista sul nuovo modo di “fare fiera”.

Una volta l’efficacia di una fiera si misurava in funzione degli ordini staccati sul momento. Ora non è più così. Sicuramente vendere è uno degli obiettivi degli espositori, tuttavia oggi è fondamentale anche come strumento di comunicazione corporate, nel quale l’azienda può presentare, oltre al prodotto, la sua capacità di innovazione e di customer care e il suo patrimonio intangibile, rappresentato anche dai vari collaboratori. E poi la manifestazione è un’occasione fondamentale per fare networking al di fuori del contesto puramente lavorativo”.

Corrado Peraboni spiega come, con le mode e la tecnologia, anche il modo di organizzare le fiere si è evoluto; infatti, mentre in passato bisognava garantire un’efficienza dei servizi quali stand, comunicazione diretta, padiglioni puliti e facilmente raggiungibili, oggi le fiere sono più protratte ad esaltare i contenuti con convegni, tavole rotonde, praticamente: colloqui e riunioni dirette in loco.

Più efficienza e finalizzazione quindi rispetto al passato, ma nonostante tutto per Peraboni manca ancora qualcosa, un aspetto di fondamentale importanza quale l’internazionalità; infatti, rispetto ai nostri competitor, come i tedeschi, il tasso di internazionalità di espositori italiani e visitatori è molto basso. Finora ci sono stati provvedimenti per evitare questo “difetto”, ma sono stati vani, visti i risultati.

Così l’AD di Expocts si è mosso con la sua “troupe” e ha creato una società partecipata con la fiera di Hannover al fine di organizzare alcune manifestazioni in Cina ed ha anche chiuso, anche se non è ancora costituita, un’altra joint venture con Hannover in India, Brasile e Russia.

L’Expo2015 è comunque un evento che accenderà i riflettori sull’Italia, facendo accorrere numerosi visitatori, però in realtà non sembrano ancora iniziati del tutto i lavori.

Bisognerà innanzitutto dare priorità ai trasporti – afferma Peraboni – Il sistema di accessibilità e di trasporto nell’area metropolitana è già sull’orlo del collasso adesso, non può supportare un evento del genere. [..] sarà importante dare seguito a tutti i progetti di cooperazione internazionale nei Paesi in via di sviluppo che questa candidatura ci ha portato perché l’Expo è un’impresa importante non solo dal punto di vista solidaristico e umanitario ma anche in termini prospettici per l’economia di Milano”.

E con i tempi che corrono, meglio non lasciare nulla di intentato per riuscire a superare la crisi. 

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