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Mariella Bottiglieri

L'armatrice di ferro

Definita “Armatrice di ferro”, Mariella è, insieme alla sorella Alessandra, Amministratore Delegato della Gbs – Bottiglieri.

A soli trentatré anni, un marito inglese, una figlia piccola ed il secondo in arrivo, Mariella Bottiglieri può definirsi degna seguace del padre-comandante Bottiglieri:

Ci rafforziamo e consolidiamo nelle posizioni di mercato raggiunte. Con un investimento di oltre 500 milioni di dollari abbiamo avviato il piano di espansione per costruire una flotta dry cargo con dieci nuove portarinfuse Post Panamax da 93mila tonnellate, ordinate nel 2008 al cantiere cinese Jiangsu Yangzijiang, che stivano ben 19mila tonnellate in più. Competitive in termini di economia di scala e per i noleggiatori”.

Navi costruite per attraversare il canale di Panama, quando, entro il 2014, riaprirà dopo l’allargamento e il dragaggio.

Ci ha pensato con largo anticipo il comandate Giuseppe Bottiglieri che da piazza Bovio, nel cuore di Napoli, controlla navi ocean going, che solcano i mari di tutto il mondo: dall’Australia alla Cina, dal Sud Africa al Nord Europa, fino al Brasile.

Nel 2010 i ricavi si sono attestati sui 120 milioni di euro.

Le prime otto Post Panamax sono entrate in acqua a gennaio di quest’anno, assieme all’ammiraglia, commissionata nel 2008 al New Times Shipbuilding.

Altre due saranno pronte il prossimo giugno, così, con le quattro petroliere, la Gbs è sul mercato con 15 navi di ultima generazione.

Un esito straordinario degno della storia che accompagna la famiglia Bottiglieri.

Una storia iniziata nel lontano 1850 con una piccola flotta di imbarcazioni coralline. Nel 1877 la famiglia Bottiglieri iscrive la goletta “Correale Secondo” nella matricola dei velieri del porto di Torre del Greco, a Napoli.

Dopo un lungo periodo trascorso in Grecia (1976-1993), la Bottiglieri torna in Italia, torna alla sua Napoli, ancora più fiera di sventolare la bandiera italiana.

Dall’inizio della sua storia a tutt’oggi, la Gbs è stata e rimane un’azienda familiare.

Al vertice, infatti, troviamo schierati, accanto al Presidente Giuseppe Bottiglieri e la moglie Ghetty (consigliere), le tre figlie Mariella e Alessandra (amministratori delegati) e Manuela (consigliere per la parte legale).

L’ambiente familiare investe anche le decisioni più difficili, specie quando si tratta del personale: 311 dipendenti, di cui 41 a terra e 270 a bordo.

Alla richiesta di giovani dipendenti di far imbarcare anche le mogli, la famiglia Bottiglieri ha soddisfatto il bisogno: per loro trattenere il personale è più difficile che trovarlo.

C’è crisi, è vero, e la crisi ha colpito anche lo shipping. Ma alla Gbs  Bottiglieri l’urto è stato attutito, perché così come la maggior parte delle imprese armatoriali, l’impresa napoletana è a carattere familiare e le aziende familiari hanno una marcia in più.

Mariella Bottiglieri afferma quanto segue: “Il nostro mestiere ha conosciuto la globalizzazione molto prima che arrivasse negli altri settori. Si dovrebbe fare più lobby tra armatori. Per esempio, per affrontare il problema della pirateria, quanto mai attuale, specie in Somalia. Attraverso l’Imo, International Maritime Organisation che ha sede a Londra, dovremmo cercare di ottenere più tutele per le navi che passano nelle zone a rischio, magari con i convogli militari”.

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