Nasce a Boulogne Billancourt il 1° aprile 1952. Nasce in Francia, in quel giorno in cui, così come in Italia, si fanno scherzi. Che strano destino: proprio uno scherzo non potrebbe essere definita la sua vita. Uno scherzo no, ma un'entusiasmante partita si!
Dopo essersi laureato in giurisprudenza, Vincent Bolloré ha lavorato per dieci anni nel settore bancario, raggiungendo poi l’azienda paterna, presso la quale ha assunto il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato.
Oggi investe i ruoli di Presidente e Amministratore Delegato di diverse società del gruppo Bolloré, nonché è Presidente del Consiglio di Havas, membro del Consiglio di Amministrazione di Natixis, di Mediobanca e di diverse società del gruppo Socfinal.
Dall’aprile del 2010 è Presidente di Assicurazioni Generali.
Proprio con quest’ultima carica Vincent Bolloré ha fatto molto parlar di sé, soprattutto nel mese corrente (marzo 2011) con l’astensione dal voto sul bilancio delle Generali, sollevando dubbi sull’alleanza con i cechi di Ppf.
Ma più che una strategia industriale, la sua mossa è parsa come un pretesto per colpire la gestione ed il management della compagnia, senza però prima far i conti con l’oste.
Infatti, il CDA delle Generali così come il collegio sindacale non hanno approvato le richieste del finanziere francese, che proprio non se lo aspettava, forse convinto di poter replicare, anche nella nuova gestione delle Generali, quello storico asse garantito negli anni dalla presidenza dell’amico Antoine Berheim.
Un vero colpo di scena, tanto che a Trieste ci si è trovati di fronte ad una Mediobanca divisa a metà sul consenso: da un lato l’astensione della piazzetta Cuccia, rappresentata da Bolloré, dall’altro l’ad Alberto Nagel col suo voto favorevole.
Un paradosso, una scena del tutto inaspettata, che evidenzia la diversità di vedute con Mediobanca, palesata anche dal riassetto di Fondiaria Sai.
L’astuto bretone una ne pensa, mille ne fa, completando “infallibilmente” il suo disegno.
Così prima ha acquistato, fino al 5%, una compagnia concorrente di Trieste per poi agire da traghettatore per un altro concorrente, questa volta francese, nel capitale della stessa compagnia, Groupama, socio e alleato di Bolloré in piazzetta Cuccia.
Tale operazione Groupama, gestita da Bolloré accompagnato dalla figlia dell’ingegnere Jonella Ligresti, ha creato un enorme blocco in grado di pesare per il 15% in quella Mediobanca che è il primo socio delle Generali, di cui il finanziere francese è vicepresidente.
Interpretato come un vero attacco, le prime barricate cominciano a sollevarsi proprio da piazzetta Cuccia, storica banca di riferimento della famiglia Ligresti e da Unicredit, primo finanziatore del gruppo.
Un vero e proprio scontro, che vede su fronti opposti due diverse bandiere tricolori.
Si cerca, in modo diplomatico, di appianare quella rivalità finanziaria tra le due nazioni, che si è venuta a creare con le ultime imprese finanziarie del Bolloré, il quale dichiara: «Gli italiani sono molto accoglienti e sarebbe bene che gli altri facessero altrettanto, che ci fosse insomma un'adeguata reciprocità. Purtroppo non è sempre andata così, in particolare per quanto riguarda la Francia».
Una duttilità tanto ricercata, ma questa volta non riuscita, forse perché il sistema di relazioni costruito negli anni è oggi meno forte rispetto al passato o forse, ma sicuramente, perché per la prima volta Bolloré e la "partecipata" Mediobanca non si sono mossi in sintonia.
Uno dei grandi banchieri italiani preannuncia così un cambio di scenario: «Non mi stupirei se alla fine i francesi siano costretti a uscire da Mediobanca». A noi non resta che aspettare ed assistere a quanto accadrà.
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